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lunedì 9 giugno 2008

All'Acquario di Genova

Questa immagine non é un salvaschermo della Mac, bensì una foto della vasca degli squali realizzata da Bob (senza flash).

Prima o poi tocca a tutti. Specialmente se hai dei bambini, non puoi evitare il celeberrimo Acquario di Genova. L'abbiamo visitato una settimana fa, domenica 1 giugno: la giornata era cominciata bene, niente traffico in autostrada, ma appena arrivati al casello di Genova (situato "dentro" la città) ecco l'ingorgo. Presto abbiamo realizzato che stavano andando TUTTI all'Acquario, un'incredibile moltitudine di gente. Grazie al nostro intuito di viaggiatori, abbiamo trovato parcheggio facilmente, saltando i primi cinque parcheggi a pagamento, senza metterci in coda subito. Ma poi, una volta giunti nei pressi della biglietteria, ci si é parato davanti il mega serpentone, lungo circa un chilometro. Io e la Teddy avevamo dei biglietti omaggio gentilmente offerti dalla mamma di un amichetto del nido, purtroppo dovevamo fare la coda per l'ingresso di Bob. Fortunatamente siamo stati abbordati da un intraprendente torinese che ci ha chiesto se volevamo comporre un gruppo: ma certo, i gruppi hanno la precedenza ed entrano prima! Una volta sistemata la parte burocratica e stabilito che il nostro ingresso sarebbe avvenuto all'1.30 abbiamo chiamato le nostre amiche I. e A. che vivono a Genova. Sapevamo che abitavano in centro, ma quando abbiamo visto dove non ci potevamo credere: una storica torre merlata situata proprio di fronte al porto antico. La Teddy si é divertita un sacco, non aveva mai incontrato I. e A. prima di quel momento ma il feeling é scattato subito... Siamo stati due orette assieme, giusto il tempo per mettere tutta la mobilia d'antiquariato a soqquadro e per mangiare un ottimo take away indiano. E poi è cominciata la sofferenza. Ingresso all'Acquario stipati come sardine (tematico?) che neanche al concerto dei Red Hot Chili Peppers quando sono svenuta. Il sistema di aereazione non funzionava, l'aria era irrespirabile ed umidiccia, ogni tanto il pavimento traballava, la gente (ora non voglio fare la classista) sembrava venisse tutta da Springfield ed io mi sentivo un po' Marge Simpson al Parco tematico di Crusty il Clown: ma come si fa a far entrare tanta gente tutta assieme senza controllo o ordine? E poi: mega segnali NO FLASH, sti poveri pesci, e tutti che si guardavano attorno per controllare che non ci fosse la security e vai, scattavano le foto col flash.
Era impossibile avvicinarsi alle vasche per la folla col naso schiacciato sul vetro. Tutti che riprendevano gli animali come folli, chi con la telecamera, chi con le macchinette, chi con i telefonini ultima generazione, noncuranti della presenza altrui. Ad un certo punto ho dato di matto, io, claustrofobica e agorafobica: "I pesci bisogna guardarli al mare, nel loro ambiente naturale! Con la maschera e le pinne!" mi sono messa a urlare... Grazie a dio non mi ha sentito quasi nessuno, vista la bolgia infernale che avevo attorno... e, nonostante il forte disagio, alla Teddy i pesci sono piaciuti moltissimo, specialmente le foche, gli squali e le amichevoli razze, che é anche riuscita ad accarezzare. Una volta fuori da quello che é un insieme di containers sgocciolanti, siamo andati a salutare le nostre carissime amiche che ci hanno consigliato, per la prossima volta, la gita in barca con avvistamento cetacei in mare aperto: dura circa otto ore, ma almeno si é in pochi e l'occhio può spaziare.
MAI PIU'.